{"id":10695,"date":"2018-10-31T15:14:00","date_gmt":"2018-10-31T14:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/dev.lapurla.ch\/news\/interview-bonbon\/"},"modified":"2022-09-12T19:39:51","modified_gmt":"2022-09-12T17:39:51","slug":"interview-bonbon","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/dev.lapurla.ch\/it\/news\/interview-bonbon\/","title":{"rendered":"\u00abBonBon\u00bb: Intervista con le due pioniere"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/dev.lapurla.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20181012-16767-ArielLeuenberger-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8238\" srcset=\"https:\/\/dev.lapurla.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20181012-16767-ArielLeuenberger-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/dev.lapurla.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20181012-16767-ArielLeuenberger-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/dev.lapurla.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20181012-16767-ArielLeuenberger-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/dev.lapurla.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20181012-16767-ArielLeuenberger-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/dev.lapurla.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/20181012-16767-ArielLeuenberger-1-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Bea Fr\u00f6hlich (sinistra), educatrice presso il Kita Regenbogen, e Cynthia Gavranic, mediatrice culturale presso il Migros Museum f\u00fcr Gegenwartskunst.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<div id=\"lead-text-block_62fa6f22ae708\" class=\"mod-lead-text\">\n\t        <div class=\"row\">\n            <div class=\"col-12\">\n\t\t\t\t                <div class=\"lead-text\">\n\t\t\t\t\t<p>Cynthia Gavranic, mediatrice culturale presso il Migros Museum f\u00fcr Gegenwartskunst, e\u00a0Bea Fr\u00f6hlich, educatrice presso il Kita Regenbogen, costituiscono oramai un team affiatato. Insieme, infatti, hanno gi\u00e0 visitato due mostre insieme a un piccolo gruppo di bambini di et\u00e0 compresa tra i 9 e i 22 mesi.<\/p>\n                <\/div>\n            <\/div>\n        <\/div>\n\t<\/div>\n\n\n<p>Interview &amp; Foto: Ariel Leuenberger<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 le vostre istituzioni aderiscono a Lapurla?<\/h3>\n\n\n\n<p>Cynthia Gavranic:&nbsp;Vogliamo imparare qualcosa di nuovo. Quella dei bambini sotto i due anni \u00e8 una fascia d\u2019et\u00e0 che non abbiamo ancora coinvolto direttamente e che non saremmo nemmeno in grado di coinvolgere senza partner competenti come gli asili nido. Per noi si tratta di una sfida molto impegnativa che abbiamo voluto accettare.<\/p>\n\n\n\n<p>Bea Fr\u00f6hlich:&nbsp;Lavoro da 10 anni con bambini da 0 a 2 anni e so per esperienza che le loro capacit\u00e0 vengono molto sottovalutate. Sono sempre stata convinta che anche il Museum f\u00fcr Gegenwartskunst possa offrire loro alcuni spunti interessanti. Il fatto che questi bambini si intrattengano in luoghi che in realt\u00e0 non sono stati pensati per loro costituisce un incredibile arricchimento per tutti. E volevo dimostrarlo a tutti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quali sono stati i momenti pi\u00f9 belli e sorprendenti che avete vissuto in questa esperienza?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>BF: Ci sono stati momenti in cui i bambini si sono mostrati particolarmente ricettivi nei confronti delle opere d\u2019arte \u2013 non mi aspettavo un coinvolgimento cos\u00ec forte. Si notava che dentro di loro si stava svolgendo un processo di ricezione ed elaborazione dell\u2019arte. \u00c8 stato bellissimo vedere che con il passare del tempo si sentissero a proprio agio e riuscissero a trovare la propria dimensione in un luogo cos\u00ec vasto e che pu\u00f2 incutere timore.<\/p>\n\n\n\n<p>CG: Un bambino di 16 mesi \u00e8 venuto al museo anche con la madre e l\u2019ha accompagnata da un quadro all\u2019altro, trascinandola per le sale e mostrandole i vari ambienti. Anche questa \u00e8 una dimostrazione che la nostra teoria \u00e8 fondata: attraverso le visite degli asili nido portiamo nuove persone al museo. Inizialmente molti hanno espresso un forte scetticismo nei confronti di questa idea. Sostenevano che per i bimbi non facesse differenza stare al parco giochi o al museo, dato che non sono assolutamente in grado di comprendere l\u2019arte. Semplicemente non riuscivano a immaginare quello che i piccoli avrebbero potuto fare in un museo. Ma alla prova dei fatti hanno dovuto ricredersi!<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa serve perch\u00e9 una collaborazione di questo tipo possa funzionare?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>BF: Abbiamo portato sempre gli stessi bambini, abbiamo badato alle loro esigenze primarie e ci siamo avvalse sempre della stessa ambientazione e del medesimo personale. Tutto questo d\u00e0 sicurezza. Inoltre occorre una grande forza di volont\u00e0 e un certo entusiasmo da entrambe le parti: bisogna dialogare costantemente affinch\u00e9 l\u2019iniziativa risulti compatibile sia con la quotidianit\u00e0 dell\u2019asilo nido che con quella del museo. Ci siamo fatte visita a vicenda: io sono andata a vedere la mostra e insieme abbiamo \u00abgattonato\u00bb per il museo, mentre Cynthia \u00e8 venuta a trovarci all\u2019asilo.<\/p>\n\n\n\n<p>CG: Se un progetto viene sostenuto con benevolenza e stima reciproche, il successo \u00e8 assicurato. I bambini, i genitori e le altre persone che ci circondano si accorgono che tra noi ci sono intesa e simpatia. \u00c8 un fattore che non andrebbe sottovalutato. E serve anche un po\u2019 di elasticit\u00e0 mentale: pu\u00f2 capitare che i bambini trovino pi\u00f9 interessante il pulsante dell\u2019allarme o l\u2019ascensore rispetto alle opere d\u2019arte. Dobbiamo mostrare apertura in questo senso. Il nostro obiettivo non \u00e8 ostinarci a trasmettere il valore dell\u2019arte ai bambini, ma far s\u00ec che possano vivere questo luogo in tutte le sue sfaccettature.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Interview &amp; Foto: Ariel Leuenberger Perch\u00e9 le vostre istituzioni aderiscono a Lapurla? Cynthia Gavranic:&nbsp;Vogliamo imparare qualcosa di nuovo. Quella dei bambini sotto i due anni \u00e8 una fascia d\u2019et\u00e0 che non abbiamo ancora coinvolto direttamente e che non saremmo nemmeno in grado di coinvolgere senza partner competenti come gli asili nido. 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